"The basic tool for the manipulation of reality is the
manipulation of words. If you can control the meaning of words,
you can control the people who must use the words."
(Philip K.Dick)
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"E un'altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo,
forse perché son vivo.
E voglio in questo modo dire "sono!", o forse perché è un modo pure
questo per non andare a letto o forse perché ancora c'è da bere
e mi riempio il bicchiere.
E l'eco si è smorzato appena delle risate fatte con gli amici, dei brindisi
felici in cui ciascuno chiude la sua pena, in cui ciascuno non è come
adesso da solo con se stesso a dir "Dove ho mancato, dove è stato?",
a dir "Dove ho sbagliato?"
Eppure fa piacere a sera, andarsene per strade ed osterie, vino e
malinconie e due canzoni fatte alla leggera in cui gridando celi
il desiderio che sian presi sul serio il fatto che sei triste o che t'annoi,
e tutti i dubbi tuoi.
Ma i moralisti han chiuso i bar, e le morali han chiuso i vostri cuori e
spento i vostri ardori.
È bello, ritornar normalità, è facile tornare con le tante stanche pecore bianche.
Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera.
Saranno cose già sentite, o scritte sopra un metro un po' stantio,
ma intanto questo è mio.
E poi, voi queste cose non le dite, poi, certo, per chi non è abituato
pensare è sconsigliato, poi è bene essere un poco diffidente
per chi è un po' differente.
Ma adesso avete voi il potere; adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere, purtroppo non so come siete in tanti,
e molti qui davanti ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano "Pensiero".
Però non siate preoccupati: noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale.
Gli anarchici li han sempre bastonati e il libertario è sempre controllato dal
clero, dallo Stato. Non scampa, fra chi veste da parata, chi veste una risata.
O forse non è qui il problema e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi,
e ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali
scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno.
E un'altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perché
son vivo, o forse per sentirmi meno solo, O forse perché è notte e vivo strani
fantasmi e sogni vani che danno quell'ipocondria ben nota. Poi... la bottiglia è vuota."
(Franceso Guccini - Canzone di notte n° 2)