"The basic tool for the manipulation of reality is the
manipulation of words. If you can control the meaning of words,
you can control the people who must use the words."
(Philip K.Dick)
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"Who can you trust when you need to?
Why do we rust when we heed you?
Crashing back down to earth I've found
We can love
Oh, let me see
All of the places that I can be
Oh, let me know 
All of the places where we can go
Do you ever think in bubbles?
Do you ever shake up troubles?
Falling apart right from the start
Crawling 'round
Oh, let me see
All of the places that I can be
Oh, let me know
All of the places where we can go 
Show us how to stand up, strong
Waiting, for you takes so long
Shadows leave us standing naked
We can't fake it
Oh, let me see
All of the places that I can be
Oh, let me know
All of the places where we can go"
(Let me see - Morcheeba)
Sveglia mezz'ora fa, una telefonata mi annuncia che qualcuno ha pensato che io fossi morto. Di solito queste cose portano bene, siamo anche all'inizio delle ferie. ;-)
Mi alzo per fare colazione e ricordo il sogno che ho fatto:
ero a casa di Prince a Minneapolis, lui è un tipo veramente a posto, proprio come lo immaginavo io, occhiali con montatura leggera di metallo, vestito nero, forse in velluto, con dei ricami country-chic e gli immancabili stivaletti di pelle nera col tacco.
Da quello che ricordo ero lì per questioni di lavoro (solo qualche applicazione di computergraphics, oltre ad una gran botta di culo, potrebbero realizzare questo sogno). Eravamo seduti fuori nel giardino con altre persone, di cui non ricordo nulla se non il fatto che fossero anche loro lì per lavoro.
Prince parla del clima freddo e della neve caduta ultimamente che è ancora presente nella sua tenuta.
Poi parliamo di qualche sua canzone e mi rendo conto che di una non ricorda il nome completo e a che album appartenga. Ma non mi dà soddisfazione quando io tiro fuori nome e album giusti. ;-)
Ricevo una telefonata alle 18:26 (ricordo il quadrante del cardio frequenzimetro che ho sempre al polso) da un collega ignaro di dove io fossi, lui mi pensava sulla costa marchigiana dove sono di solito, io invece faccio il figo (e dico che sono negli Stati Uniti) ed il misterioso (non rivelo il cliente), lascio il collega (un tipo emilian-lombardo che di solito se la tira) di sasso. ;-)
Si fa ora di cena, il padrone di casa ci avverte che si farà una bella grigliata di carne, ma non ricordo per quale motivo, non è possibile cenare in casa e quindi si mangerà fuori da qualche parte della tenuta, si esce fuori dalla casa e vedo Prince che sale con la massima nonchalance su un Fiorino bianco con targa tedesca e con scritte pubblicitarie tipo impresa edile, capisco che lo usa per muoversi nella tenuta e capisco anche che gli stivaletti di pelle nera si saranno infangati.
P.S. la canzone di cui Roger "Prince" Nelson non ricordava il nome ve la posto,
così capite perchè l'ho tirata tanto lunga, l'album era "Parade" ("Under the cherry moon" O.S.T. )